Bundi, un'isola di tranquillità nel Rajasthan

Bundi, un'isola di tranquillità nel Rajasthan

Bundi, un'isola di tranquillità nel Rajasthan

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Ideale per un weekend da New Delhi o tappa perfetta durante un soggiorno in Inde, la piccola città di Bundi offre tutto il fascino del Rajasthan, ma rimane curiosamente poco visitata. Il racconto di una giornata.

13 giugno 2019

Ideale per un weekend da New Delhi o tappa perfetta durante un soggiorno in Inde, la piccola città di Bundi offre tutto il fascino del Rajasthan, ma rimane curiosamente poco visitata. Il racconto di una giornata a incontrare i suoi abitanti e le loro storie.

"A Bundi, non piove da ben quattro mesi!", escama Ashok tra un sorso e l'altro di chai. Quest'uomo sulla quarantina, dai tratti stanchi e le dita annerite dallo sporco, lavora in una bottega dove vende cherosene. "I raccolti sono scarsi e i pozzi sono asciutti! I tempi sono davvero difficili", aggiunge con aria rassegnata.

A prima vista, Bundi non ha l'aspetto di una terra arida. Situata nel sudest del Rajasthan, questa città di 88 000 abitanti è incastonata tra colline coperte di vegetazione. Lontana dai paesaggi sabbiosi di Jaisalmer, questa tranquilla città dalle facciate blu ricorda Jodhpur. Il suo lago principale, al centro del quale si trova un mausoleo dedicato a Varuna, il dio dell'acqua, evoca invece lo scenario di Udaipur. Non facendo parte degli itinerari classici del Rajasthan, Bundi è ancora poco frequentato dai turisti. Se ne sprigiona una certa autenticità.

Nei giornaletti si legge che lo scrittore britannico Rudyard Kipling ha trascorso qui alcuni giorni. Altri affermano che avrebbe scritto il Libro della giungla qui. Ma poco importa la durata: il palazzo estivo dove ha soggiornato, detto Sukh Mahal, rimane un'oasi di pace in mezzo a una natura rigogliosa.

La sua reputazione, Bundi la deve soprattutto alla sua scuola di pittura formata nel XVII secolo, specializzata in miniature e dipinti murali. Con disegni alla mano, un giovane venditore, Munish, ne spiega i fondamenti: "A Bundi, disegniamo gli occhi come quelli dei pavoni. E il naso è molto lungo e molto appuntito". La tradizione è ben viva. Ancora oggi, i muri della città sono ornati di affascinanti dipinti di guerrieri rajput, fieramente posizionati sui loro elefanti e cavalli.

Antica capitale di uno Stato principesco, Bundi era fino all'indipendenza dell'Inde sotto il controllo di una famiglia rajput, gli Hadas, che hanno governato la regione per quasi 800 anni. "Oggi, il maharaja di Bundi vive a Delhi e non ha più alcun interesse per la nostra città", racconta Munish, che protesta contro il cattivo stato di manutenzione del palazzo e del forte.

Al contrario, quando si parla dei miti locali, il giovane ritrova entusiasmo. "C'è innanzitutto la storia di Hadi Rani. Troppo innamorato di sua moglie Hadi, il re le chiede un ricordo prima di recarsi sul campo di battaglia. Ella si taglia la testa e chiede che la si porti al re!". Munish prosegue subito sulla leggenda di Bhera, il cavaliere senza testa. "Un tempio è stato persino costruito nel luogo dove cadde la sua testa", aggiunge con tono grave. Viene da chiedersi se la decapitazione non sia una tradizione locale...

A Bundi, alcuni havelis, queste antiche dimore tipiche del Rajasthan, sono stati trasformati in ristoranti. È ancora uno dei fascini della città non trovare mai due piatti dal sapore identico da un luogo all'altro.

Come non parlare infine di Kukki? Tutti conoscono quest'uomo che si presenta come un "archeologo autodidatta". Nel suo museo personale, mostra con orgoglio una bella collezione di pietre scheggiate, gioielli, utensili in terracotta e monete di varie epoche. Se la scienza di Kukki può talvolta suscitare alcuni dubbi, questo personaggio vale senza esitazione la visita. Così come la città di Bundi.

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