Bengala Occidentale
Culla di poeti, di spiritualità e di rivoluzioni intellettuali, il Bengala Occidentale è una terra dai molteplici volti. Vi si scopre infatti un'Inde colta, artistica, allo stesso tempo radicata nelle sue tradizioni e curiosa del mondo.
Culla di poeti, di spiritualità e di rivoluzioni intellettuali, il Bengala Occidentale è una terra dai molteplici volti. Vi si scopre infatti un'Inde colta, artistica, allo stesso tempo radicata nelle sue tradizioni e curiosa del mondo. Viaggiare nel Bengala significa entrare in un universo dove ogni angolo di strada racconta una storia. Si tratta di una destinazione vibrante, fuori dai sentieri battuti, che risveglia tutti i sensi.
Dov'è il Bengala Occidentale?
Il Bengala Occidentale (o West Bengal) è uno Stato nel nord-est dell'Inde che fonde con maestria storia millenaria, ricchezza culturale, natura grandiosa e modernità vibrante. Confinante con il Nepal, il Bhutan, il Bangladesh (ex Pakistan Orientale) e bagnato dal golfo del Bengala, condivide inoltre i suoi confini con gli Stati indiani del Bihar, Odisha, Jharkhand, Sikkim, Assam e il Madhya Pradesh a nord-ovest. Meno frequentato rispetto agli itinerari classici come il Rajasthan o Delhi, questo Stato seduce i viaggiatori curiosi in cerca di autenticità, patrimonio e diversità naturale.
Storia
Il Bengala Occidentale è stato al centro della storia dell'Inde fin dall'antichità. Fu dominato successivamente dai Maurya, dai Gupta, dai Pala (la cui dinastia ha segnato un'epoca prospera tra l'VIII e l'XI secolo d.C.) e dai Sena, prima di essere integrato all'Impero Moghul nel XVI secolo. Dacca (oggi in Bangladesh) prosperava allora grazie al commercio della seta, del cotone e dei generi alimentari. In seguito, il territorio cadde nelle mani dei Marathi, degli Afghani e poi dei Britannici. È importante notare che i Nawab del Bengala hanno giocato un ruolo essenziale nella regione prima della dominazione britannica.
Nel XVIII secolo d.C., la battaglia di Plassey nel 1757 segnò una svolta decisiva: inaugurò il dominio coloniale britannico sulla provincia del Bengala e, con esso, una trasformazione importante dell'economia e delle istituzioni locali. Questo controllo fu confermato dal viceré britannico, che a partire dal XIX secolo consolidò l'autorità dell'impero su tutta la regione.
Solo nel 1950, dopo l'indipendenza dell'Inde, lo Stato indiano del Bengala Occidentale fu ufficialmente costituito, incorporando l'antico Stato di Cooch Behar e il comptoir francese di Chandernagor. Così, dall'inizio degli anni Cinquanta, il nuovo Stato fu dotato di un'assemblea legislativa per rappresentare la sua popolazione nel sistema democratico federale indiano.
Ma la storia del Bengala non finisce qui: è stato la culla del Rinascimento indiano nel XIX secolo. Figure importanti vi sono nate, come il poeta Rabindranath Tagore, primo premio Nobel asiatico, Swami Vivekananda, e ancora Satyajit Ray, cineasta riconosciuto a livello mondiale.
Inoltre, Kolkata (o Calcutta) conserva oggi questo eredità attraverso biblioteche, università prestigiose (Presidency, Jadavpur), i suoi tram centenari, edifici coloniali e la Società Asiatica (The Asiatic Society in inglese), una delle più antiche istituzioni di ricerca del continente. Per altro verso, sarebbe importante menzionare che durante la Seconda Guerra Mondiale, Kolkata aveva giocato un ruolo strategico come base operativa per le forze alleate nel teatro asiatico.
Geografia e natura
Il Bengala Occidentale offre una diversità geografica impressionante, divisa in tre grandi zone:
- Il nord montuoso, intorno a Darjeeling, Kalimpong o Kurseong, con i suoi paesaggi himalayani, le piantagioni di tè e il patrimonio coloniale.
- La pianura del Gange, cuore agricolo e industriale dello Stato, attraversata da innumerevoli fiumi e canali.
- Il delta dei Sundarbans, la più grande foresta di mangrovie al mondo, riconosciuta come patrimonio mondiale dell'UNESCO, che ospita tigri, delfini, coccodrilli e una flora unica.
La regione del Bengala Occidentale è ricca di meraviglie naturali: i giardini di tè di Darjeeling, le foreste di mangrovie dei Sundarbans, dove si aggira la leggendaria tigre del Bengala, i rinoceronti del parco di Jaldapara, nel distretto di Jalpaiguri. Sulla costa, Mandarmani e Digha offrono un meritato riposo balneare. Quanto a Kolkata, l'antica capitale del Raj britannico, propone un'immersione affascinante nella storia, nell'arte e nella vita urbana indiana, in particolare attraverso i suoi mercati tipici come il celebre mercato dei fiori di Mullick Ghat.
Tra i siti naturali da non perdere durante un viaggio nel Bengala Occidentale, si possono citare: il parco nazionale di Jaldapara, Tiger Hill, il "toy train" di Darjeeling, iscritto all'UNESCO.
Chi sono gli abitanti del Bengala Occidentale?
Con più di 90 milioni di abitanti su una superficie di 87.853 km², il Bengala Occidentale è principalmente popolato da Bengalesi, ma ospita anche numerose minoranze (tribù, Nepalesi, Tibetani, Bihari, musulmani). Questo mosaico umano si riflette nella varietà delle lingue, dei riti e delle feste. Il bengali è la lingua predominante, ma l'hindi, l'urdu e l'inglese sono inoltre parlati, soprattutto nelle zone urbane.
Inoltre, per quanto riguarda le religioni, l'induismo predomina, ma l'islam, il cristianesimo e il giainismo vi coesistono in relativa armonia.
Cosa vedere nel Bengala Occidentale?
Il Bengala Occidentale non manca di città storiche e centri culturali affascinanti. Ecco alcuni luoghi emblematici da esplorare:
Kolkata
La capitale si vede oggi in pieno rinnovamento, lasciandosi alle spalle l'immagine della città misera e dilaniata dalla guerra che ha ispirato la carità di Madre Teresa. Molti siti interessanti si trovano nelle vicinanze: oltre alla magnifica Cattedrale di San Giovanni, che era la chiesa ufficiale dell'impero coloniale britannico, ammirerete il Forte William, la Chiesa di San Paolo e il Memoriale della Victoria.
Chandernagor
A 30 km dalla capitale, Chandernagor ha qualcosa da offrire agli appassionati di città-museo. Questo antico comptoir francese è bordato da eleganti dimore coloniali nascoste sotto le palme. Una passeggiata lungo le rive dell'Hooghly è indispensabile per impregnare l'atmosfera della vecchia città. Soffermatevi presso il museo, l'Istituto francese o il castello di Goretty, meravigliosamente arroccato su un promontorio.
Bandel
Questa città era un tempo un comptoir portoghese, notevole per la Basilica del Santo Rosario che serviva sia come abitazione che come sala di preghiera per i monaci agostiniani. L'iscrizione sulla pietra angolare della chiesa risale al 1599, rendendola la prima chiesa cristiana del Bengala.
Shantiniketan
A 4 ore di strada da Kolkata, Shantiniketan è una città universitaria fondata da Tagore. Tra i suoi siti interessanti, fate un salto al Kala Bhavan, una celebre scuola di arti visive, propicia alla scoperta della letteratura bengali, della pittura e dell'artigianato della regione e non solo. Il complesso Uttarayan, che ospita le cinque case di Tagore, offre un'immersione affascinante nell'universo del poeta.
Bishnupur
Durante un soggiorno nel Bengala Occidentale, fermatevi a Bishnupur, i cui templi in terracotta, i sontuosi affreschi, i sari di seta, le ceramiche sono l'orgoglio di tutto il Bengala. Gli artigiani vasai vi trasmettono ancora il loro sapere ai bambini fin dalla scuola primaria per preservare il patrimonio locale.
Cosa fare nel Bengala Occidentale?
Per approfittare pienamente di ciò che lo Stato del Bengala Occidentale ha da offrire, ecco alcune esperienze imprescindibili:
- Fotografare la tigre del Bengala, la stella della fauna bengalese;
- Programmare un safari indimenticabile al parco nazionale di Jaldapara;
- Assistere al Durga Puja, il festival più celebre dello Stato;
- Visitare i villaggi e i magnifici giardini di tè di Darjeeling;
- Fare una crociera sul fiume Hooghly, bordato da una serie di dimore inglesi, francesi, danesi o portoghesi che testimoniano il passato coloniale della città;
- Vibrare sotto la musica dei Baul, i cantanti di strada del Bengala;
- Godersi una pausa al mare sulla costa di Digha Beach.
Quando visitarla?
Il clima tropicale del Bengala Occidentale varia a seconda delle stagioni, il che influenza fortemente l'esperienza del viaggiatore:
- Metà novembre a marzo: il miglior periodo per visitare, con temperature piacevoli e cielo sereno.
- Aprile a giugno: molto caldo, tranne nelle regioni montuose.
- Luglio a settembre: stagione dei monsoni, che offre paesaggi lussureggianti ma strade talvolta inaccessibili.
Il Bengala Occidentale dispone di infrastrutture di trasporto efficienti. Ecco le principali opzioni disponibili:
In aereo
Lo Stato conta due aeroporti principali, cioè l'aeroporto di Netaji Subhash Chandra Bose, situato a 39 km dal centro di Kolkata, e l'aeroporto di Bagdogra, localizzato nella città omonima. Solo il primo aeroporto accoglie i voli internazionali. Il secondo collega Bagdogra alle regioni del nord.
Su strada
Venire nel Bengala Occidentale per via stradale è molto semplice e pratico. Lo Stato beneficia di una rete densa di autostrade che lo collegano al Bhutan, al Nepal e al Bangladesh, così come alle grandi città indiane. I vacanzieri hanno la scelta tra autobus privati o pubblici, o ancora taxi riconoscibili per il loro colore giallo.
In treno
I turisti possono prendere il treno ad alta velocità, il treno espresso o il treno regionale. Kolkata ospita le due stazioni ferroviarie principali dello Stato: la stazione di Howrah e quella di Sealdah. Viaggiare per ferrovia è un modo per ridurre le spese di viaggio se partite da Delhi, Mumbai, Chennai o Bangalore.






















