Pittura indiana
L'arte della pittura risale ai periodi preistorici. Numerosi stili e scuole esistono in Inde, ma i due più celebri comprendono l'arte delle miniature e quella dei Thangka buddhisti.
Le miniature
Le prime miniature indiane conosciute sono buddhiste (rappresentavano essenzialmente la vita di Buddha) e giainiste. Quando i Moghul invasero l'Inde e portarono con sé uno stile diverso proveniente dalla Persia. I pittori indù e musulmani si influenzano mutuamente. Inoltre, le incisioni portate dall'occidente dai missionari gesuiti apportano altri elementi (la prospettiva). Ai giorni nostri, quest'arte ancora fiorente, dà luogo alla produzione di bellissime miniature, in particolare nel Rajasthan. Realizzate per lo più su un supporto di carta.
Il Bengala (da non confondere con il Bangladesh!) e Calcutta dominano la produzione di pittura d'arte contemporanea.
I thangka
Intimamente legato alla cultura buddhista tibetana, l'arte del thangka copre l'intero Himalaya. Dal semplice foglio di carta che si arrotola, a immense tele di diversi metri srotolate una volta l'anno lungo i muri dei grandi monasteri, tutti i formati esistono. I motivi dipinti illustrano le divinità del buddhismo o rappresentazioni simboliche (ruota della vita, mandala) e servono per lo più come supporto alla meditazione. I motivi molto codificati, disegnati prima a matita, si illuminano poi di colori vivaci. Le grandi scuole di produzione attuale di thangka si trovano essenzialmente nel Nepal. Alcuni artisti indipendenti operano nel Ladakh.


