Rishikesh ti apre la porta del paese degli dei…
Con il suo paesaggio paradisiaco e il clima temperato, Rishikesh è un paradiso per gli appassionati di meditazione. Ricercatori spirituali, yogi e semplici turisti si incontrano in questa piccola
Con il suo paesaggio paradisiaco e il clima temperato, Rishikesh è un paradiso per gli appassionati di meditazione. Ricercatori spirituali, yogi e semplici turisti si incontrano in questa piccola città che si estende lungo le rive del Gange, ai piedi dell'Himalaya.
Situata a 200 chilometri da New Delhi, Rishikesh, la capitale mondiale dello yoga, è conosciuta come la "porta del paese degli dei" perché secondo la mitologia induista, qui si trova il passaggio che conduce al paradiso. La storia della città è ricca di leggende mistiche: lo yogi Rabnnya, tra gli altri, sarebbe stato ricompensato della sua vita ascetica da un'apparizione del Dio Vishnu.
"Gli elementi essenziali dello yoga, posture accompagnate dalla consapevolezza del respiro, la meditazione e il rilassamento mi aiutano a vivere in pace con me stesso e con l'intero universo", confida lo Yogi Parveen. "Condivido e trasmetto il mio sapere in un ashram, letteralmente un luogo di intenso sforzo spirituale, a coloro che desiderano lavorare su se stessi".
In Inde, gli yogi, o maestri di yoga, meditano sulle rive dei fiumi sacri da tempi antichi. Il Gange, venerato da più di 2000 anni, è l'incarnazione terrestre di una dea, mandata sulla terra per inondare le pianure e purificare il cuore degli uomini. La vita di questa regione tranquilla è scandita dai ganga aarti, cerimonie al sorgere e al tramonto del sole, dedicate al fiume sacro, un vero tempio vivente. Le vesti arancioni dei Sannyasins (monaci) e quelle dei sadhus —o babas— che hanno scelto la rinuncia e l'ascesi per liberarsi dal ciclo delle reincarnazioni, testimoniano l'importanza spirituale della città.
Rishikesh è diventata famosa in tutto il mondo quando i Beatles vi soggiornarono per due mesi nel 1968. Qui composero una quarantina di canzoni, si ispirarono all'atmosfera della città per il celebre White Album e incontrarono il fotografo Paul Saltzman. Anche Mia Farrow e i Beach Boys fanno parte dei visitatori famosi attratti dal misticismo della città. Tanto che da maggio ad agosto, i cittadini e i pellegrini indiani assalgono la città, seguiti da settembre a marzo dagli occidentali stressati.
"Attratta come da un magnete dalle onde della città, vengo qui ogni anno", spiega Amit Shirat, turista israeliana di 22 anni. "Ballo da sempre e la pratica dello yoga mi aiuta a prendere consapevolezza dei legami che uniscono il mio corpo e il mio spirito. Ho avuto i contatti dello Yogi Praveen grazie a un'amica", continua, "crede veramente in quello che fa, non è un ciarlatano che corre dietro al denaro". Attratti dalla prospettiva di guadagni rapidi, molti infatti si improvvisano maestri di yoga e i cartelli che propongono corsi proliferano ovunque nella città.
Eppure la vicinanza delle librerie spirituali, dei negozi di abbigliamento, dei templi e dei venditori di chai (tè al latte speziato), ricorda che in questo luogo sacro il profano e il sacro coesistono. All'uscita della città un'iscrizione incisa su un arco ricorda il motto della città: "Servire, amare, donare".

