Top 5 dei trekking nel Ladakh
Situato all'estremo nord dell'Inde, il Ladakh è celebre per i suoi trekking in Himalaya, ognuno più affascinante dell'altro! Non è un caso che questa regione sia soprannominata il "piccolo Tibet indiano"!
12 dic. 2018
Situato all'estremo nord dell'Inde, il Ladakh è celebre per i suoi trekking in Himalaya, ognuno più affascinante dell'altro! Non è un caso che questa regione sia soprannominata il "piccolo Tibet indiano"! Tra i passi vertiginosi, i paesaggi lunari, i monasteri, i villaggi autentici, le popolazioni nomadi, i laghi ghiacciati in inverno... L'Himalaya indiano regala momenti indimenticabili a tutti gli appassionati di trekking e di natura! Scopri il nostro top 5 dei trekking del Ladakh che renderà il tuo viaggio in Inde un'esperienza indimenticabile...
1. La Markha Valley
Situata nel parco nazionale di Hemis, è probabilmente il trekking del Ladakh più popolare. E non è certo un caso: questo sentiero combina molteplici attrattive. È infatti ideale per unire la bellezza dei paesaggi con l'incontro con la popolazione locale nei villaggi autentici. E per gli amanti della fauna selvatica, potrete forse incrociare il famoso leopardo delle nevi... Al termine di questi giorni di cammino? La visita del celebre monastero di Hemis! Un finale spettacolare...
Partecipa a una spedizione di 14 giorni nella Markha Valley: Trekking nella Markha Valley
2. L'altopiano di Changthang
Scoprire la vita dei nomadi. Questo è quello che vi propone il trekking di Changthang. Infatti, gli sterminati altopiani d'alta quota del Rupshu, situati a pochi passi dal confine cinese e tibetano, sono il rifugio di un popolo nomade e isolato. Sono gli Changpa, un gruppo etnico che vive principalmente dall'allevamento di capre e yak. Dal punto di vista naturalistico, il trekking è un perfetto concentrato di paesaggi: una regione costellata di laghi, pianure a perdita d'occhio, valli smisurate, alti passi, paesaggi lunari... La varietà è straordinaria!
3. La Nubra Valley
Ecco un trekking ricco di colori. Conosciuta come la valle dei fiori, offre un paesaggio tutto in contrasto. Raggiungendo oltre 3000 metri di altitudine, la valle di Nubra unisce il panorama desertico del Ladakh ai paesaggi verdeggianti delle foreste di pioppi e salici. E se il suo nome omaggia i fiori, è perché contiene numerosi campi di rose! Ma ciò che rende famoso questo trekking è la famigerata strada da Leh ad Hunder, che faceva parte dell'antico Percorso della Seta. Quest'ultimo vi condurrà al passo di Khardung, la strada percorribile più alta del mondo, arroccata a 5602 metri... Niente male!
4. La grande traversata dello Zanskar
Attenzione agli escursionisti esperti, ecco uno dei trekking più impegnativi! La ragione? Offre una successione di passi a vertiginosa altitudine! Lo sbigottimento è garantito in questa regione isolata e il tempo sembra fermarsi durante questo trekking intenso. Al di là della sfida fisica, la grande traversata dello Zanskar vi invita a fermarvi nei piccoli villaggi d'alta quota dove incontrerete gli Zanskari. Senza dimenticare la scoperta di incredibili monasteri, alcuni dei quali risalgono a più di cento anni fa...
5. Il fiume Chadar
Terminiamo il nostro top 5 dei trekking del Ladakh con un'esperienza indimenticabile... Perché se amate le emozioni forti, sarete serviti! Il trekking si trova ancora una volta nella regione dello Zanskar. Ma invece di camminare sui passi, è sul fiume ghiacciato che questo trekking vi porterà. Un'esperienza unica che vi resterà per sempre impressa! Incontrerete certamente gli Zanskari che, per raggiungere Leh, il capoluogo del Ladakh, non hanno altre scelte se non quella di percorrere il fiume ghiacciato del Chadar. Infatti, la regione dello Zanskar è inaccessibile per 8 mesi a causa delle forti nevicate. Allora, siete pronti per l'avventura?
Florine Dergelet
Florine DergeletRedattrice web da più di 10 anni, Florine Dergelet è una viaggiatrice animata dal desiderio di scoprire il mondo con il cuore aperto. Ogni suo articolo è un invito a rallentare, ad ascoltare, a comprendere. Perché per lei, viaggiare non significa spuntare paesi su una mappa, ma tessere legami (spesso invisibili ma sempre potenti) con luoghi, popoli e ogni sorta di creatura del regno animale. Il suo credo? Consigliare i viaggiatori con etica, sensibilizzarli sul benessere animale, il rispetto delle culture e l'importanza di un turismo umile e sostenibile. Perché i ricordi più belli nascono spesso lontano dai riflettori, nell'ombra di un sentiero, al bordo di una conversazione, o nel respiro discreto di un mondo che finalmente prendiamo il tempo di ascoltare…


