Croyances e religioni in India
Le credenze e le religioni abbondano in India. L'induismo, una delle religioni più antiche del mondo, ha dato origine a numerosi movimenti contestatari. Il buddhismo è il più celebre.
Le credenze e le religioni abbondano in India. L'induismo, una delle religioni più antiche del mondo, ha dato origine a numerosi movimenti contestatari. Il buddhismo è il più celebre. Il sikhismo ha tentato un impossibile avvicinamento tra l'islam e l'induismo. Il giainismo, al crocevia tra l'induismo e il buddhismo, si caratterizza per il suo rigore assoluto nel rispetto di ogni forma di vita animale. Scopri qui tutto ciò che devi sapere sulle religioni indiane, così come i migliori siti ed esperienze religiose che non puoi mancare se progetti di esplorare l'India.
Le religioni in India in percentuale
I dati più recenti, stabiliti nel 2011, mostrano la seguente distribuzione all'interno della popolazione:
- Induismo: 79,8%
- Islam: 14,2%
- Cristiani: 2,3%
- Sikh: 1,7%
- Buddhisti: 0,7%
- Giainisti: 0,4%
L'induismo
La religione più importante del subcontinente indiano, l'induismo struttura l'intera società. Molto vivace, si caratterizza per numerose festività colorate che scandiscono la vita indiana. La credenza nella reincarnazione induce comportamenti diversi da quelli osservati in Occidente. La vita attuale scaturisce dalle azioni, buone o cattive, compiute durante le vite precedenti. Per un occidentale, bisogna afferrare il proprio destino nel corso di una sola vita. Per un indiano, è meglio cercare di migliorarsi (su un piano spirituale) per la prossima vita, con l'obiettivo ultimo di raggiungere il Nirvana per uscire dal ciclo delle reincarnazioni.
Gli dèi indù
Esistono milioni di dèi e dee nel pantheon indù, talora venerati localmente, talora su scala nazionale. Tra questa moltitudine, tre si distinguono: Brahma, Shiva e Vishnu. Formano quello che si chiama il Trimūrti, concetto centrale dell'induismo.
Brahma, Shiva e Vishnu, i principali dèi dell'induismo
Brahma, il creatore del mondo, simboleggia l'origine di ogni esistenza. È rappresentato con quattro teste. Il suo culto è oggi marginale, con pochissimi templi a lui dedicati.
Vishnu, il protettore, mantiene l'equilibrio del mondo. Scende sulla Terra sotto varie forme chiamate avatar quando uno squilibrio minaccia l'ordine cosmico. Krishna e Rama sono i suoi avatar più popolari. Il suo culto è al centro di diverse tradizioni devozionali (bhakti) molto vivaci in tutta l'India.
Shiva, il distruttore, simboleggia la trasformazione necessaria alla rigenerazione. È sia un asceta ritirato negli Himalaya che un dio familiare circondato da sua moglie Pārvatī e da suo figlio Ganesha. I templi dedicati a Shiva sono tra i più numerosi e visitati in India.
Gli altri dèi della mitologia indiana
Accanto a queste tre figure maggiori, altre divinità occupano un posto centrale nella vita quotidiana dei fedeli. Ganesha, il dio dalla testa di elefante, è invocato per rimuovere gli ostacoli prima di qualsiasi impresa. Lakshmi, dea della prosperità, è celebrata durante la festa di Diwali. Kali invece, forma terribile della dea, incarna la distruzione delle forze del male. Ogni regione, ogni casta, persino ogni famiglia, possiede le proprie divinità tutelari.
Rituali, caste e spiritualità
Gli indù praticano una grande diversità di rituali, dalla pūjā quotidiana a casa fino alle cerimonie collettive nei templi. Ogni santuario è dedicato a una divinità precisa, e la sua struttura riflette un simbolismo cosmico. Milioni di fedeli compiono ogni anno pellegrinaggi nei luoghi sacri come Varanasi o le sponde del Gange.
Il sistema delle caste, sebbene abolito per legge, rimane profondamente radicato. Divide la società in quattro categorie gerarchizzate, in base al karma accumulato durante le vite precedenti. Questa struttura influenza il ruolo sociale, i doveri religiosi e il destino spirituale di ciascuno.
La religione musulmana in India
Seconda religione dell'India per numero di fedeli, l'islam riunisce circa il 14% della popolazione. I musulmani indiani sono prevalentemente sunniti, ma esistono anche comunità sciite. Questa minoranza è concentrata nel Nord del paese, in particolare negli Stati dell'Uttar Pradesh, del Bengala occidentale, del Bihar, del Jammu e Cachemire e dell'Assam. Nel Sud, il Karnataka si distingue per una presenza musulmana più significativa.
L'islam si è insediato in India a partire dal VII secolo grazie ai mercanti arabi, poi si è rafforzato con le invasioni musulmane dell'India, sotto il Sultanato di Delhi e l'Impero Moghul. Ha lasciato un'impronta duratura nell'architettura (il Taj Mahal ne è un esempio celebre), nella cucina, nella musica, così come nella lingua (l'urdu ha origini indo-persiane).
Nonostante il suo radicamento antico, la comunità musulmana affronta talora tensioni politiche e sociali, in particolare nelle regioni caratterizzate da rivalità comunitarie.
Il cristianesimo
Minoritario ma ben stabilito, il cristianesimo rappresenta circa il 2,3% della popolazione indiana. Si è insediato molto presto, secondo la tradizione, grazie all'apostolo santo Tommaso, che avrebbe sbarcato nel Sud dell'India nel I secolo. Questa chiesa antica è conosciuta con il nome di cristiani di Santo Tommaso.
Il cristianesimo si è poi sviluppato con le missioni portoghesi, francesi e britanniche a partire dal XV secolo. È oggi maggioritario in alcuni Stati del Sud (Kerala, Goa) e del Nord-Est (Nagaland, Mizoram, Meghalaya). Vi si trovano cattolici, protestanti, così come Chiese orientali autonome.
I cristiani indiani sono attivi nei campi dell'istruzione, della sanità e del lavoro sociale. Gestiscono numerose scuole, ospedali e ONG, spesso riputati per la loro efficienza.
Il sikhismo
Il sikhismo è una religione monoteista nata nel XV secolo nel Punjabi, nel Nord-Ovest dell'India, per impulso del maestro spirituale Guru Nanak. Sostiene l'unicità di Dio, l'uguaglianza tra gli uomini, il rifiuto delle caste e l'importanza della vita attiva e onesta.
I sikh si riconoscono dal turbante, dalla barba e dal loro abbigliamento specifico chiamato i cinque K (di cui il famoso kirpan, un pugnale simbolico). Il loro luogo di culto, il gurdwara, è aperto a tutti, senza distinzione di religione o casta. Il Tempio d'Oro di Amritsar è il loro santuario più sacro.
Con circa l'1,7% della popolazione indiana, i sikh formano una comunità influente, in particolare nell'esercito, nella polizia e nei trasporti.
Il buddhismo
L'India è il luogo di nascita del buddhismo, fondato nel VI secolo a.C. da Siddhartha Gautama. Sebbene poco numerosi oggi (0,7%), i buddhisti indiani sono presenti in alcune regioni come il Maharashtra, il Ladakh e il Sikkim. Questo basso percentuale si spiega con il declino del buddhismo in India a partire dal VII secolo, a favore dell'induismo e dell'islam.
Il rinascimento buddhista è stato avviato nel XX secolo, in particolare da B.R. Ambedkar, figura maggiore della lotta per i diritti dei Dalit, che incoraggiò la conversione al buddhismo per sfuggire al sistema delle caste.
Il giainismo
Religione austera e antica, il giainismo è apparso nello stesso momento del buddhismo. Si basa sul principio assoluto di non-violenza (ahimsa) verso tutti gli esseri viventi. I giainisti seguono un codice di vita molto rigoroso, mirato a non recare alcun danno, neanche involontario, agli insetti o ai microorganismi. Per questo motivo, alcuni portano un velo davanti alla bocca o spazzano il terreno davanti a loro mentre camminano.
Questa religione non riconosce un dio creatore, ma insegna che ogni essere vivente possiede un'anima (jiva) che può raggiungere la liberazione attraverso l'ascesi e la conoscenza. I giainisti sono pochi (0,4%), ma molto influenti nel commercio e negli affari.
Le altre religioni
L'India ospita anche minoranze religiose più discrete: gli zoroastriani (o Parsi), insediati principalmente a Mumbai, giunti dalla Persia nel X secolo; gli ebrei di Cochin nel Kerala, oggi molto poco numerosi; e tribù animiste distribuite nel centro e nel nord-est del paese, che conservano culti tradizionali mescolando divinità locali e forze della natura.
Religioni e vita quotidiana
In India, la religione non è circoscritta alla sfera privata. Permea la vita quotidiana nei gesti, negli abiti, nei pasti, nelle salutazioni o ancora nelle relazioni sociali. Il vegetarianismo, ad esempio, è molto diffuso, soprattutto tra gli indù, i giainisti e alcuni buddhisti. Il digiuno, la preghiera e i rituali domestici scandiscono le giornate di molti credenti. Ogni casa possiede un altare dove si onorano le divinità familiari. Per le strade, si incontrano processioni, festività religiose, sadhu (asceti) o ancora simboli come le bandiere sikh e le ghirlande di fiori. La religione influenza anche i matrimoni, le nascite, le cremazioni e la scelta del partner.
La mucca è un animale sacro per gli indù. Simbolo di fertilità, dolcezza e generosità, incarna la madre nutrice (gau mata). In quanto tale, non deve essere uccisa né mangiata. In molti Stati, la macellazione del bestiame è rigorosamente vietata. Si vedono spesso mucche vagare liberamente nelle città e nelle campagne, rispettate da tutti, anche quando bloccano il traffico.
Religioni e politica
La religione gioca anche un ruolo importante nella politica del paese. La Costituzione dell'India garantisce la libertà religiosa, ma le tensioni intercomunali sono frequenti. Il nazionalismo indù, sostenuto dal partito BJP, sostiene un'identità indiana incentrata sull'induismo, il che suscita preoccupazioni tra le minoranze. Leggi anti-conversione esistono in alcuni Stati. I partiti regionali talora mobilitano gruppi religiosi per consolidare il loro elettorato. La storia recente del paese è segnata da conflitti religiosi, come i tumulti del 2002 nel Gujarat o la distruzione della moschea Babri ad Ayodhya.
I siti religiosi più conosciuti in India
Templi, moschee, santuari abbondano in India. Durante il vostro viaggio, potete visitare i più conosciuti. Tra questi, si possono citare:
- Varanasi (Uttar Pradesh): una città sacra dell'induismo, situata sulle sponde del Gange. Luogo di cremazione, di preghiera e di purificazione.
- Amritsar (Punjabi): una città santa del sikhismo, celebre per il Tempio d'Oro (Harmandir Sahib), aperto a tutti.
- Bodhgaya (Bihar): un importante sito buddhista dove Siddhartha Gautama raggiunse l'illuminazione sotto l'albero della Bodhi.
- Ajmer (Rajasthan): un'importante meta di pellegrinaggio musulmano, che ospita il mausoleo del santo sufi Khwaja Moinuddin Chishti.
- Rameswaram (Tamil Nadu): una città sacra indù, uno dei quattro santuari maggiori (Char Dham) della religione, associato all'epopea del Ramayana.
- Velankanni (Tamil Nadu): il principale santuario cristiano del paese, dedicato a Nostra Signora della Buona Salute, molto frequentato dai cattolici indiani.
- Shravanabelagola (Karnataka): un luogo santo del giainismo, conosciuto per la sua statua monumentale di Gomateshvara.
Le migliori esperienze religiose in India
- Assistere all'Aarti sui ghat di Varanasi: una cerimonia del fuoco sul Gange, vibrante di fervore ed emozione.
- Partecipare alla Kumbh Mela: il più grande raduno religioso del mondo, organizzato ogni 12 anni in quattro città sacre.
- Dormire in un ashram: esperienza di ritiro spirituale, meditazione e yoga in un centro induista.
- Condividere un pasto in un gurdwara: nei templi sikh, il langar (mensa gratuita) offre un momento di fratellanza e uguaglianza.
- Camminare per le strade di Pushkar o Haridwar: queste città immerse nella spiritualità offrono un'immersione totale nell'India religiosa.
- Visitare le grotte di Ellora e di Ajanta: capolavori rupestri che mescolano arte buddhista, induista e giainista.


