A New Delhi, il Dargah di Nizamuddin, un quartiere senza tempo
Nizamuddin West, nel cuore della capitale indiana, offre un'esperienza che contrasta nettamente con i viali verdeggianti di New Delhi. Flussi incessanti di pellegrini animano giorno e notte questo qu
Nizamuddin West, nel cuore della capitale indiana, offre un'esperienza che contrasta nettamente con i viali verdeggianti di New Delhi. Flussi incessanti di pellegrini animano giorno e notte questo quartiere musulmano, che ospita uno dei luoghi più sacri dell'Islam indiano. Un reportage.
Nizamuddin West, nel cuore di New Delhi, proprio di fronte al quartiere esclusivo e protetto di Nizamuddin East. Alcuni turisti dallo sguardo smarrito si aggirano in mezzo alla massa di pellegrini che affollano le viuzze attorno al celebre dargah, il mausoleo del santo sufi Hazrat Nizamuddin Auliya.
La moschea che accoglie questo dargah, la cui struttura attuale risale al 1562, è una sorta di città nella città. Le sue verande, passaggi e porte con archi scolpiti meritano indubbiamente una visita. Soprattutto il giovedì, quando, al tramonto, i canti qawwali risuonano nella corte, conferendo all'atmosfera un tocco supplementare di sacralità. Ma ancora più importante è il quartiere nel suo insieme che offre l'occasione di un vero viaggio nel tempo. La Guida Blu lo descrive come "una sopravvivenza di un mondo medievale intriso di poesia e di fervore al margine di una bretella autostradale".
Ovunque si muovono migliaia di devoti che vengono qui ogni anno per recitare le proprie preghiere sulla tomba del santo e dei suoi discepoli. L'atmosfera è unica, quasi mistica. Ci si sentirebbe molto più nella città vecchia che nella New Delhi ordinariamente così verde e tranquilla. Qui, indipendentemente dall'ora del giorno o della notte, le viuzze sono affollate di gente. Molti uomini con barbe e kurta, ma anche famiglie venute in pellegrinaggio per alcuni giorni, che non si avventurano molto oltre i confini del quartiere.
Gulzar è cashmiro. Viene a Delhi ogni anno prima della stagione turistica, nella speranza di trovare alcuni occidentali disposti ad accompagnarlo a Srinagar, la capitale estiva del Kashmir indiano. "Cerco i turisti a Pahar Ganj (il quartiere dei viaggiatori zaino in spalla, ndt), ma ogni volta vengo a stare qui, a Nizamuddin, in una piccola stanza per pellegrini. Amo l'atmosfera che vi regna. La gente è povera, certo, ma semplice e accogliente", spiega. Come tutti i quartieri musulmani della capitale, Nizamuddin West è effettivamente segnato dalla povertà. Continuamente, bambini, donne e anziani, a volte disabili, tirano le maniche dei passanti, cercando qualche moneta.
L'affluenza ha naturalmente generato numerosi negozi. Molti venditori di oggetti religiosi, spesso molto kitsch, ma anche bancarelle di chai e paan, così come numerosi ristoranti rudimentali che offrono spiedini di montone, bufalo e pollo fritto. Amin, 48 anni, è cameriere in una di queste trattorie. Con il suo sempiterno sorriso di traverso, è felice quando i turisti visitano il suo locale. Sempre lo stesso rituale. "Oggi ho il mio kima (carne di montone tritata, ndt), il mio pollo e l'insalata indiana", annuncia mentre porta anelli di cipolla affettati. Poi, alla fine del pasto, quando offre pezzi di carta di giornale: "ecco i miei tovaglioli indiani!".
Un giorno, Amin si siede con noi e ci spiega che lavora qui da sei anni. "Prima abitavo nel Gujarat con la mia famiglia. Ma durante i disordini anti-musulmani del 2002 (che hanno causato circa 2000 morti, ndt), tutta la mia famiglia è stata uccisa". Lui stesso ha avuto le gambe e le braccia fratturate, e non può camminare se non prende i suoi farmaci. La solidarietà musulmana gli ha permesso di rifarsi una vita qui. "Allah è grande e perdona a tutti, non ce l'ho con nessuno", dice. Nizamuddin West, quartiere del Dargah, così vicino e così lontano dal raffinato Nizamuddin East di fronte..


